Alfred Hitchcock: [...] Si parla spesso di cineasti che a Hollywood deformano l'opera originale. E' mia intenzione non farlo mai. Leggo una storia solo una volta. Se mi piace l'idea di base la faccio mia, dimentico completamente il libro e faccio del cinema. [...] Quello che non riesco a capire è che uno si impadronisca completamente di un'opera, un buon romanzo che l'autore ha impiegato tre o quattro anni per scrivere e che è tutta la sua vita. Prendono il libro, lo manipolano per bene, si circondano di artigiani e tecnici quotati e si ritrovano candidati all'Oscar, mentre l'autore si dissolve nello sfondo. Nessuno pensa più a lui.
François Truffaut: Questo spiega perché non girerà mai "Delitto e castigo".
AH: Ma anche se decidessi di girarlo non sarebbe comunque un buon film.
FT: Perché?
AH: Se prende un romanzo di Dostoevskij, non solo "Delitto e castigo", ma un altro qualsiasi, ci trova molte parole e tutte hanno una funzione precisa.[François Truffaut, Il cinema secondo Hitchcock]
Ieri pioveva e sono andato al cinema a vedere The Road, l'adattamento cinematografico di John Hillcoat dell'omonimo romanzo di Cormac McCarthy.
Faceva schifo.
Fa così schifo che lo sto dicendo qui, contravvenendo alla regola di questa rubrica - che sarebbe "si parla di cinema e non di film".







