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sabato 24 aprile 2010

[Il racconto del mese #5]

Stamattina mi sono alzato alle otto e mezza prestissimo, ho fatto colazione e sono andato al parco, per correre.
Ho corso per circa quindici minuti, poi sono tornato a casa e mi sono fatto una doccia perché ero molto, molto sudato. Già che c'ero, mi sono rasato [se vi state chiedendo come sto senza barba - perché non dovreste? - la risposta è che, a seconda della lunghezza dei capelli, sembro un dodicenne o una lesbica].
Poi avrei dovuto rifare il letto, invece mi sono sdraiato e ho chiuso gli occhi, così, per riposarmi un attimo. 
Un'ora e mezza dopo mi sono svegliato. Era ora di pranzo, così ho messo a bollire l'acqua per la pasta. Mentre apettavo che le pipette rigatte cuocessero, ho accesso il computer per controllare la posta e, indovinate un po'? A lacollanadellaregina@gmail.com non era arrivata nessuna mail! Proprio così. Nessuna, zero, nisba.
Con l'eccezione di uno, non ci è arrivato nessun racconto. Mai. Il che non è proprio quello che pensavamo sarebbe successo chiedendo mese dopo mese di mandarne.
Per cui, cari scrittori in erba o aspiranti tali, che custodite gelosamente le vostre opere in una sottocartella nascosta nei Documenti del vostro pc, ascoltate qua:
Facciamo i complimenti a Angelo Macrì, perché il suo racconto, Neve, che è stato il nostro Racconto del mese numero 4, è stato scelto per essere pubbliato da una nascente casa editrice di e-book [che detta così magari non suona bene, ma è una cosa bella e ne riparleremo a tempo debito].
Capito?

Ma ora veniamo al racconto di questo mese. 
Ci è venuto in soccorso un nostro amico, Ernesto Baj, che ci ha mandato una storia che si chiama Questa storia è una storia vera. Si chiama così perché è ispirata a un fatto di cronaca - insisto perché potrebbe sembrare di no - avvenuto a Roma, qualche anno fa. Mi ricordo che quando ne lessi, all'epoca, pensai "Forte!"; Ernesto Baj, invece, ci ha tirato fuori questo.
Come sempre, il racconto lo potete leggere qui sotto o qui.

sabato 6 marzo 2010

Sull’editoria a pagamento

di Ernesto Baj*

Basta, davvero! Non riesco a capire chi consacra la propria vita alla “lotta all’editoria a pagamento”. Che cos’è l’editoria a pagamento? Semplice, esistono delle case editrici che fanno pagare i libri che stampano, a chi quei libri li scrive. Quindi non li vende a chi li leggerà, ma direttamente all’autore del testo. Con qualche migliaio di euro ti spediscono a casa qualche centinaio di copie. Questo è. Ebbene, in Rete esistono forum, siti, editori che della “lotta” a questo fenomeno fanno la propria bandiera, e a questa lotta, così parrebbe, consacrano la propria vita. Non all’inquinamento globale, o agli allevamenti intensivi di polli, dove un pollo diventa macellabile a ventiquattro giorni dalla propria nascita, o alla totale mancanza di una politica culturale nel nostro Paese. No, il più grande problema dell’umanità, per questa gente, è che qualcuno spenda i propri soldi per vanità. Ok, è un problema. Ma allora tanto vale prendersela con chi compra un SUV, spendendo tre volte i denari che spenderebbe per un’utilitaria, e inquinando il triplo. Oppure sarebbe meglio avere qualcosa da dire contro l’ultima geniale riforma della Scuola, che ha istituito il Liceo coreutico dove si impara a ballare e cantare, e che è, a tutti gli effetti, un Amici di Maria de Filippi per under diciotto. Sì, perfetto, insegnamo ai ragazzi italiani a ballare e cantare, diamo loro gli strumenti per il mondo dello spetaccolo, l’importante è che non paghino per pubblicare un loro libro. E pazienza se agli esami di maturità porteranno Salsa e Merengue. Fra l’altro il coreutico, indirizzo danza, prevede quattro ore di italiano a settimana, contro le otto di tecniche della danza, le quattro di laboratorio coreutico e le tre di coreografia. Due ore di Storia contro tre di storia della danza e della musica. Non dovrebbero esserci problemi, questi ragazzi non dovrebbero andare ad ingrossare le fila dell’editoria a pagamento. E allora, evviva il Liceo coreutico e abbasso l’editoria a pagamento!

*Ernesto Baj mi ha mandato questo pezzo chiedendomi di pubblicarlo e io ho obbedito perché ha amici potentissimi. No, scherzo. Potrebbe benissimo essere uno di noi. [gb]