Vorrei dare per scontato che sappiate cos'è il
Tonight Show, ma dato che già il grado di interesse del post è vicino allo zero, in breve:
il
Tonight Show è un talk show che va in onda negli USA, sulla NBC, intorno alle undici e mezza di sera, dal lunedì al venerdì. Dura un'ora. C'è un comico in giacca e cravatta che presenta. In genere il programma inizia con un monologo di un quarto d'ora - venti minuti, il comico in piedi. Poi si siede dietro a una scrivania e arrivano gli ospiti per le interviste. In genere gli ospiti sono due. La prima intervista dura di più perché il primo ospite è il più importante. Negli ultimi cinque minuti c'è un musical guest che si esibisce dal vivo. Fine.
Praticamente è quello che in Italia è noto come
David Letterman Show.
Il
Tonight Show esiste dal 1954. All'inizio lo faceva Steve Allen, poi è passato a un tizio che nessuno si ricorda, poi a Johnny Carson. Carson ha condotto il programma per trent'anni, dal '62 al '92. Praticamente, Johnny Carson sta a
Tonight Show come Fabio Volo sta a
paraletteratura. Dal '92 al 2009 è toccato a Jay Leno. Per ora è di Conan O'Brien.
Dico per ora perché il
Tonight Show with Conan O'Brien sembra debba chiudere i battenti il ventidue gennaio prossimo, dopo poco più di sette mesi dall'inizio.
Il fatto è questo: com'era ovvio che accadesse, gli ascolti del nuovo
Tonight Show non erano all'altezza di quelli del vecchio. Un po' per "fare da traino" [lo so, la odio anch'io quest'espresione], un po' perché a quanto pare lui non era così disposto ad andare in pensione come voleva far credere, Jay Leno è stato messo nella fascia oraria precedente al
Tonight Show con un programma simile, il
Jay Leno Show. Non ha funzionato. La NBC allora ha pensato a questo: mettiamo il
Jay Leno Show alle undici e mezza e spostiamo il
Tonight Show a mezzanotte. Semplice.
Così semplice che tutta
la late-show line up della tv americana [tranne, ovviamente, Jay Leno] ha protestato. Per dirne una, qualche sera fa Jimmy Kimmel - che ha un programma sulla ABC tipo il
Tonight Show - è andato in onda mascherato da Leno. Si è parlato di novità calpestata dalla logica dell'audience e di altre robe del genere. Io mi limito a dire che Jay Leno NON MI HA MAI FATTO RIDERE. Si è parlato anche del futuro di Conan O'Brien. Che di sicuro non morirà di fame [la NBC sarà costretta a pagare una penale per averlo cacciato in anticipo] e forse, armi e bagagli, si trasferirà su un altro network [si dice la FOX]. Proprio come fece David Letterman.
Già, perché la parte divertente della storia è che tutto questo è già successo.
Nel 1992, quando Johnny Carson lasciò il programma [lui lo fece sul serio] la lotta per la successione si fece così aspra che la HBO ne tirò fuori un
tv movie drammatico. Successe che Carson e quelli che lavoravano con lui avevano proposto Letterman, che conduceva il
Late Night with David Letterman, lo show che andava in onda subito dopo quello di Carson - identico nella forma. La NBC si oppose, rilanciando con Jay Leno, che non aveva già un programma tutto suo, ma era un ospite fisso sia da Carson che da Letterman. Quest'ultimo racconta che alla riunione per decidere a chi affidare il programma, Leno si nascose in un armadio per origliare [ma le storie che racconta Letterman son da prendere con le pinze]. Alla fine il
Tonight Show se lo accaparrò Leno, Letterman abbandonò la NBC e sulla CBS diede vita al
Late Show with David Letterman, il programma in concorrenza diretta col
Tonight Show. Leno e Letterman non si sono rivolti la parola per anni. A sostituire Letterman al
Late Night venne chiamato Conan O'Brien, che aveva già lavorato come autore al
Saturday Night Live e soprattutto ai
Simpson [in quasi tutti i migliori episodi che vi stanno venendo in mente adesso c'è il suo zampino]. Che dovesse essere lui a prendere il posto di Leno una volta che questi avesse lasciato il
Tonight Show era stato lo stesso Leno a deciderlo - e con un sacco di tempo di anticipo -, proprio per evitare che si ripetesse la faida del '92.
Missione compiuta.
Per qualche motivo, queste faccende mi interessano - si è capito. Sarà che, stavolta, è così
italiano il modo di affrontare il problema [ma le analogie con il nostro paese finiscono qui - è inutile dire che programmi televisivi come quelli di cui si è parlato sarebbero impensabili da noi (il fallimento dell’unico tentativo che si è fatto parla da solo)] così
italiano da non fare notizia nemmeno su repubblica.it .
Sarà, poi, che son giorni che provo a scrivere qualcosa di decente sulla tv e non ci riesco.
Vorrei farlo perché credo che discuterne seriamente sia importante. Sì, proprio per quello, perché vi vedo che alzate gli occhi al cielo, che dite “la
televisione? Nel 2010?”.
Lascio stare le cifre [tranne una: l’informazione politica su internet (blog, forum, gruppi di Facebook) influenza gli italiani per il 2,1%. L’equilavalente di un primo piano di sei secondi della nuca di Paolo Bonaiuti], ma, ecco, dovrebbe essere del tutto ovvio quanto una discussione sulle forme e sui contenuti (sì, i contenuti) della tv sia più utile delle due pagine sull’epistolario Gadda-Contini di oggi su Repubblica. E io amo Gadda, ma, insomma.
Sembra assurdo che le analisi più accurate a riguardo risalgano a quasi quattro decenni fa, quando scrivevano Calvino e Pasolini, ma è così. I lavori di Nove & Co. negli anni ’90 sono stati una meteora.
Mentre dall’altra parte dell’Oceano ci si interroga sulle possibilità di un format e insieme sul (non) futuro di un certo tipo di tv [il target di Conan O’Brien è lo stesso che sta smettendo di guardarlo per taggare gli amici su Facebook], qui il consumo di tv [della tv del pomeriggio di Raiuno per le signore che “non chiederlo a me, sono solo una ragazza!” e della sera di Canale5 che è meglio lasciar stare] invece di calare aumenta [ovviamente con percentuali diverse nelle varie fasce d’età].
Di sicuro è un effetto della Crisi.
Sicuro come Pippo Baudo.